Un piccolo, oggetto dalle dimensioni di una scatola da scarpe trovato in un relitto sott’acqua nel 1901 ha affascinato gli archeologi più che le monete, gioielli e sculture dal sito del relitto al largo della costa dell’isola di Antikythera, Grecia. Il pezzo corroso bronzo si è rivelato uno strumento complesso con il quale gli antichi greci eseguivano formule matematiche complesse con precisione estrema già 2.100 anni fa.

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Grazie alla moderna tecnologia si è potuto finalmente capire come funzionava il più antico computer del mondo fino ad oggi conosciuto.

Il meccanismo risulta essere un antichissimo calcolatore per il calendario solare e lunare, le cui ruote dentate potevano riprodurre il moto della Luna con le sue 254 rivoluzioni siderali in rapporto ai 19 anni solari.

La combinazione del funzionamento delle 30 ruote dentate tutte i bronzo, il cui movimento è azionato da una manovella, determinano le posizioni il sole, la luna e gli altri corpi celesti fornendo date utili come ad esempio l’inizio delle prossime Olimpiadi.

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Dopo 10 anni di studi, avvalendosi di scansioni ai raggi x e la potente tecnologia di imaging i ricercatori hanno scoperto scritte anche minuscole nascoste alla vista che hanno chiarito gli ultimi dubbi.

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Per la scienza è importante sapere il funzionamento del calcolatore più vecchio del mondo in quanto dimostra quanto gli antichi greci stessero sviluppando lo loro scienza. Ci si chiede quanto saremmo avanzati oggi se ci fosse stato un seguito a tale tecnologia.

Tuttavia il fatto di aver ritrovato il manufatto in mezzo a monete e resti di un relitto, solleva interrogativi circa la sua vera origine e se sono stati veramente gli antichi Greci a realizzarlo.

Fonte: http://dustyoldthing.com/

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