Una canzone che parlava di un’epoca ormai lontana. Molti pensavano, ascoltando quelle parole, di vivere in un Paese che aveva toccato il fondo. Ad ascoltarla oggi si diventa nostalgici e si rimpiange quel PIL del 1,5% che non c’è più. 

Ve la ricordate? La cantavano Elio e le storie tese anni or sono ad un Festival di Sanremo ormai dimenticato.

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Un inno sarcastico all’Italia di ieri che, con i suoi scandali e ruberie, andava avanti ridendoci sopra.

Tutti auspicavano un domani migliore contando nella forza di un popolo italico mai domo e sempre capace di rialzarsi e vincere i Mondiali di Calcio!

Erano i tempi di Prodi e Berlusconi. Quei due che in televisione si odiavano, ne hanno combinate così tante che già all’epoca molti rimpiangevano gente come di De Mita e Craxi.

Il prof. Prodi, pur di entrare in Europa si inventò l’Eurotassa ed il famoso cambio Lira Euro 1.927,36, chi se lo scorda! Ci portò in Europa senza nemmeno chiedercelo e da un giorno all’altro i nostri averi vennero dimezzati.

Egli ci raccontò tante cose e, disegnandoci il futuro Paese dei Balocchi, ci disse che di lì a poco, avremmo lavorato un giorno in meno e guadagnato come se avessimo lavorato un giorno in più. Oggi, che arriviamo solo al 20 del mese con uno stipendio “sciacallato”,  non riusciamo a farcene una ragione e sogniamo di notte il potere d’acquisto che avevano le vecchie centomila lire (immagine non inserita per pudore).

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Prodi e Berlusconi, un po’ al governo e un po’ all’opposizione, tra sgambetti e dispettucci hanno cavalcato un ventennio. Venti anni che avrebbero dovuto lasciarci, quanto meno, la Salerno Reggio Calabria completata ed il “famigerato” Ponte di Messina. Invece ci hanno lasciato le voragini di Roma e non si parla di strade. Eh si! .. Agli italiani occorrono sempre vent’anni per capire se hanno preso una sola!

Erano due, uno a destra e uno a sinistra…. Due che ti davano la soddisfazione di andare alle urne e mettere una x. Si, bastava una x per decidere nomi e cognomi di un intero parlamento… che comodità! Oggi, come per una naturale evoluzione della specie sul modello darwiniano, ne abbiamo solo uno, uno che incorpora maggioranza e opposizione insieme. Fa tutto lui non devi nemmeno scomodarti di recarti alle urne e mettere la x. Sembra il frutto della fusione dei primi due sul modello Dragon Ball: Goku e Vegeta che fanno la fusione dando vita al super Gogeta mentre Prodi e Berlusconi hanno dato vita a… Renzi!

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Tutti con poteri illimitati, il super Gogeta distrugge pianeti per salvare l’universo, il Renzi distrugge l’Italia per salvare….l’Africa.

Italia si e Italia no. Non è cambiato proprio nulla. Non c’è telegiornale oggi che non parli del famigerato referendum. Il Referedum è uno strumento formidabile in mano al Popolo che gli consente di esprimere la propria opinione in merito a questioni di importanza nazionale. Peccato che quando si tratta di questioni che riguardano i diritti del popolo, nessuno se lo fila e manca puntualmente il quorum, mentre quando si tratta di interessi, per così dire, diversi, si scatena il putiferio al punto che la campagna elettorale di Trump ed Ilary diventa una semplice scampagnata fuori porta, in confronto. Inoltre, l’esito lascia sempre spazio a mille interpretazioni a seconda di chi lo vince o lo perde: chi si ricorda l’esito del referendum sull’acqua pubblica o quello sul finanziamento dei partiti? Ci sembra che il popolo abbia espresso una volontà che è stata interpretata a “suo modo” dal legislatore negli anni successivi.

Quest’ultimo Referendum Costituzionale poi, ogni giorno di più, assume connotati farseschi. Mi fa pensare al film i “Due soliti idioti”: il papà guru che insegna a Gianluca il Kung Fu. Sul modello di Karate Kid “togli la cera, metti la cera” qui abbiamo “pigliala ar cu e buttala ar cu”. Gianluca in questo modo ha il 50% di possibilità di vincere. Ebbene ci chiediamo: ma noi Italiani il 50% delle possibilità di vincere, ce l’abbiamo? ….non aggiungiamo altro.

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Il popolo, narcotizzato dalla Tv e dalla Champions League si accorge a malapena di vivere in un Paese strano, perennemente ostaggio delle minoranze di ogni tipo. Una moltitudine di persone che lavora per il benessere di altre che di lavoro non vogliono neppure sentire parlare. Un popolo perennemente in attesa del cambiamento, non perché lo desideri davvero, ma perché “cambiamento” è la parola più ricorrente sulla bocca dei politici. Peccato che gli Italiani quando sentono “cambiamento” pensano solo ed esclusivamente a cambiare chi questa parola la pronuncia. Il risultato paradossale è che, cambiamento e riforme (altra parola inflazionata), determinano l’effetto contrario e comunque, auspicato da chi le pronuncia: un Paese praticamente fermo dagli anni ’70.

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La verità che in questa sede parlare di queste cose diventa inopportuno, tuttavia non volevo esimermi per una volta nella vita di commentare quello che succede intorno a me, non per danneggiare qualcuno ma semplicemente perché a noi cittadini italiani, ci è stato rubato il futuro!

Questo articolo è stato realizzato da Giuseppe M. con materiale visto in rete e non riconducibile ad un singolo sito. Si citano tuttavia seguenti per semplice consultazione.

fonti : www.youtube.it www.wikipedia.it

 

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